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CONVEGNO

Nuovo consiglio di presidenza Saluto.

TESSERAMENTO

SALUTI dal direttore

NATALINO 1999

La nostra Bandiera

GIUBILEO esperienza di fede

Era la falegnameria

Storia del Bastone

Progetto solidarietà '98

La scuola come proposta educativa

Il Casco

Ancora sulle risoluzioni del 41° consiglio nazionale

Saluti


 

CONVEGNO:
Caro amico,
il giorno 30 aprile 2000 la Domenica dopo Pasqua come avviene tutti gli anni si terrà il tradizionale Convegno annuale Exallievi Bologna Istituto.
La presente a richiedere la tua gradita partecipazione
La informiamo che i suoi dati saranno utilizzati esclusivamente per inviare il nostro giornalino, informazioni sulle nostre attività e ringraziamo per ogni eventuale donazione.
Essi saranno custoditi presso i nostri archivi informatici.
Lei ha il diritto di accedere liberamente alle informazioni che la riguardano per aggiornarle rivolgendosi al responsabile presso la nostra sede (L. 675/96).
Hanno collaborato alla redazione: Mario Berardi, Eugenio Bernardini, Vittore Vannini, Giovanni Rondelli, Marco Battaglia, Romolo Guffi, Pietro Taglioli, Silvano Leprotti, Bruno Berti
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Nuovo Consiglio di presidenza
Presidente
Bruno Berti

Vice Presidente

Eugenio Bernardini
Segretario
Giovanni Rondelli
Tesoriere
Vittore Vannini
Consiglieri
Lauro Mazzini
Romolo Guffi
Gianni Turrini
Clemente Magnavacca
Gianni Giogoli
Pietro Taglioli
Silvano Leprotti
Il delegato Don
Mario Cassanelli
Bruno BertiEugenio
Bernardini
Giovanni RondelliVittore VanniniLauro Mazzini
Romolo GuffiGianni TurriniClemente
Magnavacca
Pietro TaglioliGiovanni GiogoliSilvano Leprotti
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Il saluto del nuovo "Consiglio di Presidenza degli Exallievi"

L'11 Aprile 1999 sono stati eletti i membri del nuovo consiglio della nostra Unione: sono persone che tutti voi conoscete e stimate ma il loro lavoro, tante volte nascosto e non compreso, ha bisogno del sostegno e della collaborazione di chiunque abbia nuove idee. È importante il vostro generoso contributo verso chi ha preso la responsabilità di divenire la "forza motrice" della nostra Unione. Rivolgiamo un grazie a chi ha lasciato la guida dell'Unione exallievi e plaudiamo con senso fraterno e rinnovata fiducia a chi ha assunto l'impegno in questi primi anni del 2000.

Con stima ed amicizia inviamo un caloroso saluto.

Il nuovo Consiglio di Presidenza

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TESSERAMENTO:

Cari amici, il tesseramento è impoportante nella vita della nostra associazione molto di più in quanto diventa testimonianza e coerenza per quello che è stato un periodo educativo passato nei grandi cortili della Casa di Don Bosco. Devo dire, con amarezza, che i tesseramenti non sono molti, se consideriamo le migliaia di giovani (allora) che sono passati sotto le "grinfie" più o meno severe dei vari superiori che negli anni si sono alternati nella formazione sia spirituale che professionale di noi tutti. Pertanto vi invitiamo a dare la vostra adesione in sempre maggior numero e anche a partecipare a quello che saranno le iniziative che di volta in volta saranno prese dal Consiglio per ritrovarci e ricordare insieme gli anni passati. Ringraziamo anticipatamente coloro che effettueranno il versamento all'ufficio postale sul modulo di C/C n. 11220407 intestato a: Unione Exallievi Salesiani - Bologna.

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Saluti dal Direttore

Il direttore
Don Massimo
Panontin

 

Carissimi Exallievi,
con questo numero del Notiziario vi giunga l'augurio di Buona Pasqua e l'invito ufficiale al Convegno del 30 aprile da parte di tutta la comunità Salesiana di Bologna.Mentre viviamo il tempo della Quaresima, che in questo anno giubilare di spiritualità e di grazia diventa occasione del tutto speciale di rinnovamento e di Riconciliazione, mi sovvengono le parole di Don Bosco: "Fa' in modo che tutti quelli con cui parli diventino tuoi amici" È l'atteggiamento più corretto da assumere per vivere l'anno 2000: scoprire sempre di più la bellezza di Dio, della nostra fede, e scoprire che anche gli altri sono nostri compagni di viaggio nella vita e insieme a loro possiamo costruire e diffondere amicizia, allegria e altruismo. Proviamo a contagiare quanti più possibile nella convocazione del Convegno e soprattutto nel riavvicinare alla fede chi ne avesse smarriti i sentieri. Sarà il pellegrinaggio più bello che possiamo compiere!

Cordiali Auguri di Buona Pasqua e... arrivederci!

Il Direttore Don MASSIMO PANONTIN

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NATALINO 1999
Una festa fra ex-allievi che si ritrovano ogni anno per lo scambio di auguri in prossimità del Natale e del nuovo anno, ha avuto luogo sabato 18 dicembre. La serata fredda, ma limpida ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone. Dopo la S. Messa celebrata dal Direttore dell'Istituto, Don Massimo Panontin con la presenza del nostro delegato Don Mario Cassanelli, si è tenuta la cena nel refettorio dei superiori dove a metà serata è avvenuto il passaggio delle consegne dal vecchio al nuovo Consiglio di Presidenza.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Marco Battaglia per l'impegno dimostrato nei suoi proficui anni di Presidenza. È stata una serata all'insegna dell'allegria, ottimi piatti saporiti e fumanti che hanno subito riscaldato gli animi. Un grazie di cuore a chi ha curato l'ottimo servizio, contribuendo al successo della serata. È seguita la "Riffa" ricca di tanti, semplici regali, che ha accontentato tutti i presenti. Nei saluti al termine della festa si poteva intuire il risultato positivo della serata. Cerchiamo di essere sempre più numerosi a questi incontri: se tu exallievo che leggi queste righe desideri partecipare il prossimo dicembre, per passare una serata semplice e serena, puoi metterti in contatto con i membri del consiglio:
ti aspettiamo con gioia!
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LA NOSTRA BANDIERA

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Da una cronaca del 1929
Nel pomeriggio di domenica, 29 dicembre 1929, si svolgeva in Arcivescovado una simpatica e gentile cerimonia per la benedizione e la consegna della bandiera stendardo, bandiera che, come dicemmo, è stata offerta con nobilissimo pensiero, dalle signore Dame Patronesse. La manifestazione, pure essendo raccolta nell'intimità delle ospitali sale del palazzo arcivescovile, alla presenza di un gruppo ristretto di dame ed ex-allievi, ha avuto uno svolgimento quanto mai solenne e significativo.
Alle 15,30 le Dame Patronesse e gli ex-allievi, cui si univano le rappresentanze dell'Oratorio Salesiano e del Circolo Svampa, con a capo i rispettivi presidenti e il direttore dell'Istituto si raccoglievano nella cappellina privata di Sua Eminenza per la benedizione del vessillo. Tra le Dame presenti ricordiamo: la contessa Carmelita Zucchini Solimei, la contessa Cays, la N. D. Tecla Barrilis presidente del Comitato Femminile di Azione Salesiana, la contessa Egloge Cappello Passarelli, la marchesa Sassoli, la contessa Ferraguti, la signora Mentasti, la signora Calzoni, la signorina Magnico, la signora Marcheselli, la signorina Gabriella Carnacini, madrina dell'inaugurando vessillo, la signora Masetti, la signorina Gemma, la signora Bersani e tante, tante altre. Tra gli ex-allievi il Presidente prof. Montanari, il Segretario cav. Marcheselli, il rag. Zucchini, il cav. Villa, Mariani, Protti, Parmeggiani, Gardenghi, il dott. Cenacchi, Farri, Tassi, ed altri.
Le parole di Sua Eminenza
A coronamento della indimenticabile ed intima festa salesiana, S. E. rivolge ai convenuti brevi parole. Si compiace anzitutto per la bellezza e la finezza del lavoro eseguito e rileva l'alto significato che il gagliardetto ha: anzi applicando al vessillo medesimo le parole che vi si leggono e che sono le stesse che il distintivo degli ex-allievi porta: Praeit ac tuetur, dice che è giusto che la bandiera preceda, ma è doveroso che essa venga difesa e protetta da chi la segue.
E gli ex allievi sono ormai una falange tale in tutto il mondo che la necessità di tenere alto un simbolo e di onorarlo colle opere si impone sempre più. E, come ha ben detto il Presidente, quel vessillo verrà di mano in mano consegnato dai più vecchi ai più giovani per tener vivo il ricordo dell'educazione ricevuta negli Istituti Salesiani. La famiglia salesiana è un nucleo a cui si collegano tante diverse categorie di persone operanti nel nome di don Bosco e sull' esempio di Lui.
Il Cardinale si compiace di essere Egli pure del numero dei Cooperatori, anzi dei primi cooperatori essendo la sua pagella firmata dallo stesso Don Bosco. Ricorda come don Bosco fosse un eccezionale lavoratore. Si presenta ora, continua S. E., un'occasione opportunissima di operare per detto nobile scopo: la Chiesa del S. Cuore ove avrebbe potuto essere celebrata la cerimonia d'oggi, quella Chiesa che lo stesso Cardinale Arcivescovo voleva dare ai Salesiani, è rovinata: ma essa deve risorgere più bella e più salda di prima.
All'opera dunque: gli ex-allievi facciano tutto il possibile per far risorgere quel tempio: dopo nel rivederci ci rallegreremo insieme del programma compiuto e ne prepareremo un altro, come era solito fare don Bosco. Termina ringraziando Egli pure le nobili Signore Patronesse che hanno fatto agli ex-allievi un dono così gentile e significativo, ed imparte con effusione di cuore la benedizione ai presenti e agli assenti amici dell'Opera Salesiana.


GIUBILEO esperienza di fede

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Conoscere quanto la Chiesa propone attraverso l'Anno Giubilare è la prima condizione per disporsi ad accogliere tutta la ricchezza di vita che questo porta in sé. È necessario poi assimilare lo spirito anche se la complessità di provocazioni e di stimoli che il Giubileo offre per renderla Chiesa più fedele al Signore ed il mondo più ricco di speranza, può richiedere una certa dose di paziente riflessione. Il giubileo è essenzialmente un'esperienza di fede, una grazia da invocare dalla S. S. Trinità, uno stile di vita evangelica da acquisire, una testimonianza cristiana da offrire. È necessario, quindi lasciarsi guidare dallo Spirito con forti momenti di preghiera, riflessione, contemplazione, poiché solo in questo modo può nascere l'impegno per il cambiamento personale, ecclesiale e sociale. Gli uomini e la società in cui viviamo, sono lontani da Cristo: spesso non sanno più neppure chi Egli sia; né che cosa sia venuto a fare in mezzo a noi. Anche il così detto mondo cristiano, al quale apparteniamo, è forse ignaro del vero dono che Cristo intende fare all'uomo. Infatti i veri valori cristiani sono spesso resi inesistenti nelle coscienze: si sono eclissati e talvolta del tutto perduti. Si aggiunga che l'Anno Giubilare potrebbe ridursi ad una esteriorità chiassosa o peggio, ad un evento completamente profano e spiritualmente tradito. Abbiamo estremo bisogno di ravvivare quella redenzione che 2000 anni fa è stata operata da Cristo ed attingere più abbondantemente dal Sangue di Lui, versato sulla croce, quella ricchezza di vita che ci rende veramente figli di Dio. L'essenza di ogni Anno Santo sta in un impegno di fede di speranza di carità che ha la capacità di trasformare ogni uomo, rinnovandolo dall'intimo, nel vero capolavoro di Dio.
Don Matteo


ERA LA FALEGNAMERIA

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da: MATRICOLA 359 (di Umberto Pasini)
Il perimetro delineato dal porticato e dai filari di tigli pareva allargarsi in un abbraccio di saluto, includendo in fondo, a sud, il vecchio e basso capannone della falegnameria. I falegnami dovevano accontentarsi della loro tettoia posta al confine coi binari morti della stazione ed agganciata ai nuovi laboratori che, superata l'abside della cappella, ostentavano alla fine i mattoni di un raccordo cui agganciarsi - chissà quando e come - per inventare la nuova falegnameria. Ma questa rimase sempre e solo nella mente e nei desideri, ridottasi poi infine a pura utopia, quando nessuno più pensò che si dovesse studiare per diventare falegnami.
E così, non solo non poté ingrandirsi, ma addirittura si contrasse umilmente per dar luogo ad uno stanzone da adibire a palestra.
Visse in tal modo, i suoi ultimi anni con Taruffi epigone di una generazione di eroi. E a lui toccò l'ingrato compito di chiudere e di andarsene. Adesso i mattoni d'aggancio hanno fatto presa ed un edificio nuovo continua il complesso dei laboratori, per aprirsi poi ed allargarsi nell'ampia mole della attrezzatissima palestra.
Nell'estate dell'88 il barbuto e possente Taruffi, ultimo inquilino del capannone, ha emigrato!
Caricato il suo camion di assi, macchine ed arnesi,
ha fatto la spola infinite volte sotto il solleone di luglio tra Bologna e Castel de' Britti, dove è stata esiliata la vecchia e gloriosa falegnameria dell'Istituto Salesiano.
Su quel camion c'era, tra le masserizie, tutta una storia da trapiantare, gli anni di un passato che gli ex allievi di un tempo non possono scordare, i giorni della tettoia bassa ed umile, profumata di segatura e colla, ove generazioni di giovani falegnami si sono addestrati e preparati a divenire i nobili operatori dell'industria del legno.
In agosto bulldozer ed escavatrici hanno violentato dei muri, ma contemporaneamente hanno annullato un edificio che la gloria, più che nei mattoni, l'aveva dentro di sé.
Lì il tempo aveva registrato - fra i rumori di cinghie, motori e seghe - le voci di migliaia di artigiani in tuta gialla, difficilmente frenate dagli interventi - paterni o energici - di maestri d'arte il cui nome è vergato ad intarsio nella memoria: Dani, De Alessi, Romano, Marcon, Battocchio, Riva, ...
A chi è venuto dopo, i loro nomi dicono nulla o poco, ma quanti allora qui abitarono gioirono soffrirono e vissero, sanno che una parte della loro esistenza è ancorata a muri e a nomi.
Abbattere per rifare è segno che si vuole andare avanti, rinnovarsi coi tempi, accaparrare il futuro, ma ogni mattone violato e divelto è una fibra del corpo che viene amputata.
La vecchia falegnameria resterà nel cuore come un monumento: sui muri c'erano scritti i nostri nomi come su un diario.
Continua ad esistere nella nostra memoria - assieme al profumo di colla e segatura - il rimpianto degli anni verdi scompigliati dalla nostalgia come la barba che incornicia il volto di Taruffi.



STORIA DEL BASTONE
Omaggio a Papa Giovanni Paolo II da parte degli Exallievi di Bologna Istituto del "Bastone del pellegrino"

Eugenio Bernardini ringrazia l'amico
Loris Leprotti per la fattiva collaborazione
data per la realizzazione dell'intarsio
relativo alle cinque colombe.

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Parlando con Eugenio Bernardini, artista del legno, exallievo falegname, vicepresidente dell'Unione di Bologna Istituto, scopriamo la sua grande passione per i bastoni intagliati, il suo è un vero talento, un virtuosismo che suggerisce un'idea. L'anno è quello giusto: IL GIUBILEO DEL 2000, il passaggio al terzo millennio, un'occasione irripetibile. L'artista si mette subito al lavoro e dopo alcune settimane, il "bastone" (che vedete a lato) è realtà. Sarà portato a Roma, omaggio al Santo Padre, da una rappresentanza di exallievi di Bologna Istituto (il C.d.P.).
L'esecuzione segue una tematica che cercheremo di esporre presentandovi le caratteristiche di questa opera. Realizzato da un pezzo unico di antichissimo legno di olivo, da sempre considerato l'albero della pace; - le scanalature che vanno dal basso verso l'alto rappresentano le strade che portano in alto, verso la luce; - sopra di esse due rami di olivo intagliati ricordano la colomba col ramoscello; - i ritagli geometrici di ordinati rombi precludono all'impugnatura scanalata, che sorregge tre colonne a torciglione simbolo della Trinità; - sopra le tre colonne nella parte anteriore lo stemma del giubileo con le cinque colombe intarsiate che rappresentano i cinque continenti; - nella parte posteriore un piccolo mondo intagliato ed un brillantino inserito al centro dell'Italia come luce che nasce da Roma. Sopra il tutto la Croce; - due fascette d'argento portano incise:
GIOVANNI PAOLO II PASQUA 2000
EXALLIEVI SALESIANI BOLOGNA.

In questo periodo le riviste e i giornali danno grande risalto all'anno 2000, l'anno del Giubileo che ha richiesto anni di preparazione. Su molti articoli, di piacevole lettura, si parla dei pellegrini che nel Medioevo percorreva no antichi sentieri tracciati sulla dorsale appenninica, sentieri oggi riscoperti e presentati con belle immagini e descrizione storica dai mass media. Noi vorremmo aggiungere qualcosa in merito a questi pellegrini e parlare di un oggetto importante, oggi quasi dimenticato, che è il bastone che ognuno di loro teneva come oggetto prezioso e per tutta la vita ne faceva uso. I pellegrini che si recavano in Terra Santa usavano lunghi bastoni chiamati "Bordone o Baculo del Pellegrino".
Erano bastoni semplicissimi che richiedevano però oculatezza nella scelta del legno che doveva essere robusto ma non troppo pesante e avere lunga durata. Erano col manico ricurvo al quale venivano applicate una o due anelle di metallo che servivano per appendere le poche cose personali, il cibo e la zucca per l'acqua. Questi bastoni ebbero il loro apice al tempo delle crociate: era poi usanza che al ritorno chi ne aveva la capacità incidesse questi bastoni a coltello per fissare con le immagini i propri ricordi. Rimanendo nell'ambito religioso, vorremmo ricordare il bastone più famoso, quello di Mosé, che fa meraviglie alla corte del Faraone, che fa scaturire l'acqua dalla roccia nel deserto e che fa ritirare le acque del Mar Rosso per lasciar passare il popolo di Israele. Altro bastone importante è quello di Aronne di cui la Bibbia così ci parla: - Il Signore parlò a Mosé e gli disse di farsi dare dai principi delle 12 tribù le loro verghe e di scrivere su ciascuna il loro nome. Su quella della tribù di Levi doveva essere scritto Aronne. Le verghe dovevano essere messe nella tenda del convegno e la verga dell'uomo che sarebbe stato prescelto sarebbe fiorita. E così fu, la verga d'Aronne la mattina seguente non solo era fiorita ma aveva anche delle grosse mandorle. I Principi delle tribù avevano lunghi bastoni con riportati i propri colori e con inciso la storia delle varie generazioni e venivano tramandate di padre in figlio. Erano questi i "bastoni da cerimonia". I grandi patriarchi come Abramo, Isacco, Giacobbe, quando erano chiamati ad amministrare la giustizia si presentavano col loro lungo bastone che assumeva importanza religiosa e per la moralità di questi uomini veniva chiamato "scettro di equità". Chiudiamo questa breve chiacchierata con l'immagine sacra di Giuseppe che aiuta Maria a salire sull'asinello e appoggiandosi al suo lungo bastone fugge in Egitto. Il bastone più diffuso, sia in area greca che romana, era il "Pedum" bastone dei cacciatori e dei pastori, non considerato oggetto di lusso, ma solo di uso pratico e anche bastone punitivo nell'ambiente militare. Il Pedum, detto anche Pedo, nella Chiesa Cattolica è una delle tre insegne del Pontefice, un bastone lungo, diritto, sormontato da un Crocifisso. Dal IV Concilio di Toledo avvenuto nel 638 anche i Vescovi sono dotati di bastone, però ricurvo in segno di sottomissione al Papa e viene loro consegnato il giorno della consacrazione.
Eugenio Bernardini


 

 

Progetto solidarietà '98

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CENTRO SCOLASTICO CATTOLICO DON BOSCO
Zepce - Bosna I Hercegovina

LEGENDA:
1) Scuola professionale
2) Centro giovanile
3) Liceo
4) Convitto
5) Casa della Comunità salesiana
6) Palestra
7) Campi da gioco

Il plastico della nuova Opera salesiana di Zepce di cui gli Exallievi di Italia si sono impegnati a contribuire alla costruzione del Centro Giovanile.

 

 

ANCORA SULLE RISOLUZIONI DEL 41° CONSIGLIO NAZIONALE
Pensiamo di fare cosa gradita all'Associazione ripubblicando le risoluzioni finali del 41° Consiglio Nazionale perché siano studiate dalle singole Federazioni Ispettoriali e dalle Singole Unioni nella loro programmazione annuale. L'insistenza su queste risoluzioni, oltre che sulle Linee Pragmatiche, ci sembra doverosa.

Risoluzioni
Il 41° Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco, convocato a Lanusei (Nuoro) nei giorni 4-5-6 giugno 1999, sentite le Relazioni della Presidenza, tenuto conto degli interventi dei partecipanti, preso atto delle conclusioni formulate dai Gruppi di Lavoro, considerato che la Famiglia Salesiana costituisce una inesauribile risorsa con la quale collaborare costantemente nel cammino formativo e di impegno dei giovani.

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PROPONE le seguenti linee operative:

Chiesa

- Promuovere, con le altre componenti della Famiglia Salesiana, una giornata di celebrazioni nel corso del prossimo Anno Giubilare, specificatamente in occasione dell'annuale ricorrenza della Festa della Famiglia Salesiana, ferma restando la partecipazione al Giubileo con la Chiesa locale.
- Adoperarsi affinché gli Exallievi siano inseriti a pieno titolo negli organismi di partecipazione ecclesiali presenti sul territorio.

Europa

- Aprire gli orizzonti dell'Associazione all'Europa intera, privilegiando lo scambio culturale ed esperienziale con le altre Federazioni Europee, favorendo, ove possibile, l'organizzazione di Forum ed attività finalizzate alla formazione di una coscienza sempre più europeista;
- Promuovere la formulazione di una Carta dei Diritti dei giovani che li possa guidare ad un reale ed impegnato protagonismo, costituendo un'apposita commissione di studio e coinvolgendo altri Gruppi della Famiglia Salesiana;

Formazione

- Ritenere fondamentale, per tutti gli associati, il riscoprire, l'approfondire ed il testimoniare sempre meglio nel quotidiano l'identità dell'Exallievo: "Buoni cristiani onesti cittadini";
- rendere sempre più approfondita, anche attraverso le pagine della rivista "Voci Fraterne", la formazione personale e di gruppo con particolare riferimento ai giovani ed ai futuri dirigenti;
- favorire la diffusa conoscenza dei documenti del Magistero ecclesiale e salesiano nonché gli Atti del Congresso di Rimini con le sue Linee Programmatiche e il Regolamento dell'Associazione, in ambito Unionale ed Ispettoriale.

Famiglia Salesiana

- rendere visibile l'Associazione in campo civile ed ecclesiale anche in collaborazione con la Famiglia Salesiana attraverso iniziative che sostengano i valori fondamentali e, in particolare, il diritto alla vita, la famiglia, il diritto al lavoro, il diritto alla scelta educativa;

Inoltre
- sostenere come prioritario l'impegno di solidarietà a favore di Zepce in Bosnia Erzegovina.


 

 

La scuola come proposta educativa
Le Scuole Salesiane di Bologna sono pubbliche, aperte, libere, popolari, germinate e sviluppate sui principi pedagogici e sulle esperienze educative di Don bosco. I Salesiani continuano ad applicare il sistema pedagogico e si im